Ultimo punto all'Odg, adesione alla rottamazione quinquies 2000-2023, votato da tutti in aula favorevolmente, e non poteva essere altrimenti. Pagamenti con inizio il 31 gennaio 2027 ma avrà successo? Sul terzo punto, sul PRU ex Tomassi:
AREA EDIFICIO PREVISTO DAL PRU "SAN GIULIANO E AREE LIMITROFE" - ADEMPIMENTI PER LA BONIFICA DEL SITO E PREVISIONE DI UN'AREA A PARCHEGGIO E SPAZI VERDE PUBBLICO – PROVVEDIMENTI
DEFINIZIONE AGEVOLATA DEI TRIBUTI LOCALI: IL CONSIGLIO COMUNALE DISCUTA UNA MISURA DI GIUSTIZIA SOCIALE, NON UN SEMPLICE CONDONO *
Giovedì 9 luglio il Consiglio comunale di Sora sarà chiamato a discutere l’adesione alla definizione agevolata dei tributi locali.
Come Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci” – Rifondazione Comunista Sora e Zona Est FR avevamo già espresso pubblicamente una posizione chiara: la definizione agevolata può essere uno strumento utile, ma solo se inserita dentro una politica tributaria più giusta, più sociale e più rigorosa verso chi evade pur potendo pagare.
Per noi il punto politico resta questo: bisogna distinguere chi non paga perché non ce la fa da chi non paga perché sceglie di sottrarsi ai propri doveri. Ai primi vanno dati strumenti concreti per rientrare dal debito; verso i secondi servono controlli, accertamenti e recupero dell’evasione.
Per questo avevamo avanzato una proposta articolata, che oggi chiediamo venga presa seriamente in considerazione dal Consiglio comunale.
Non basta eliminare sanzioni e interessi. Occorre prevedere rateizzazioni realmente sostenibili, calibrate sulla situazione economica delle famiglie, perché una rata impossibile da pagare produce solo nuova morosità.
Occorre introdurre il baratto amministrativo, riservato soprattutto ai nuclei in comprovata difficoltà economica, permettendo nei casi consentiti dalla legge di compensare parte dei debiti tributari attraverso attività di pubblica utilità.
Occorre istituire una cabina di regia tra Assessorato al Bilancio, Servizi Sociali, Ufficio Tributi e Polizia Locale, capace di valutare le situazioni concrete, distinguere fragilità sociale ed evasione volontaria, accompagnare i cittadini e rafforzare i controlli.
Occorre inoltre separare il trattamento dei debiti pregressi da quello dei tributi correnti e delle annualità future, evitando che la definizione agevolata diventi un intervento una tantum senza una strategia stabile.
La nostra proposta prevedeva anche una variazione di bilancio di 60.000 euro: 30.000 euro per finanziare il baratto amministrativo; 20.000 euro per rafforzare la lotta all’evasione e all’elusione; 10.000 euro per il funzionamento della cabina di regia e dell’assistenza ai contribuenti. Questa è la differenza tra un condono indistinto e una misura di giustizia sociale.
Il Comune deve aiutare chi vuole pagare ma non riesce, e allo stesso tempo deve essere più forte verso chi evade, scaricando il peso dei tributi sui cittadini onesti.
Chiediamo quindi che giovedì il Consiglio comunale non si limiti ad approvare un provvedimento tecnico, ma apra finalmente una discussione seria sulla fiscalità locale, sulla TARI, sull’IMU, sulle entrate comunali e sulla necessità di costruire un sistema più equo.
Da ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i propri bisogni: anche nella fiscalità comunale questo principio deve tornare ad avere valore concreto.
* Sora, 8 Luglio 2026. Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci” – Rifondazione Comunista Sora e Zona Est FR.
Da notare il voto favorevole dei tre consiglieri di opposizione: Conte, Tersigni e Caschera. Vota contro il solo Lecce.
L'area pubblica in via B. Buozzi dove doveva sorgere l'aula magna della facoltà universitaria, come si disse allora, sarà in futuro area verde pubblico e con parcheggi. Lecce, consigliere di opposizione, vota no per gli aspetti tecnici ed amministrativi di procedura della delibera e non per gli aspetti urbanistici riferiti ai parcheggi e al verde; sempre all'opposizione nel centrodestra Tersigni vota a favore della maggioranza. Sono due voti diversi e sempre nel centrodestra; Caschera, della Lega, ma in maggioranza, vota favorevolmente con la proposta di delibera dell'amministrazione comunale.
Qui sotto, sulla rottamazione, la proposta del Circolo del PRC di Sora:DEFINIZIONE AGEVOLATA DEI TRIBUTI LOCALI: IL CONSIGLIO COMUNALE DISCUTA UNA MISURA DI GIUSTIZIA SOCIALE, NON UN SEMPLICE CONDONO *
Giovedì 9 luglio il Consiglio comunale di Sora sarà chiamato a discutere l’adesione alla definizione agevolata dei tributi locali.
Come Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci” – Rifondazione Comunista Sora e Zona Est FR avevamo già espresso pubblicamente una posizione chiara: la definizione agevolata può essere uno strumento utile, ma solo se inserita dentro una politica tributaria più giusta, più sociale e più rigorosa verso chi evade pur potendo pagare.
Per noi il punto politico resta questo: bisogna distinguere chi non paga perché non ce la fa da chi non paga perché sceglie di sottrarsi ai propri doveri. Ai primi vanno dati strumenti concreti per rientrare dal debito; verso i secondi servono controlli, accertamenti e recupero dell’evasione.
Per questo avevamo avanzato una proposta articolata, che oggi chiediamo venga presa seriamente in considerazione dal Consiglio comunale.
Non basta eliminare sanzioni e interessi. Occorre prevedere rateizzazioni realmente sostenibili, calibrate sulla situazione economica delle famiglie, perché una rata impossibile da pagare produce solo nuova morosità.
Occorre introdurre il baratto amministrativo, riservato soprattutto ai nuclei in comprovata difficoltà economica, permettendo nei casi consentiti dalla legge di compensare parte dei debiti tributari attraverso attività di pubblica utilità.
Occorre istituire una cabina di regia tra Assessorato al Bilancio, Servizi Sociali, Ufficio Tributi e Polizia Locale, capace di valutare le situazioni concrete, distinguere fragilità sociale ed evasione volontaria, accompagnare i cittadini e rafforzare i controlli.
Occorre inoltre separare il trattamento dei debiti pregressi da quello dei tributi correnti e delle annualità future, evitando che la definizione agevolata diventi un intervento una tantum senza una strategia stabile.
La nostra proposta prevedeva anche una variazione di bilancio di 60.000 euro: 30.000 euro per finanziare il baratto amministrativo; 20.000 euro per rafforzare la lotta all’evasione e all’elusione; 10.000 euro per il funzionamento della cabina di regia e dell’assistenza ai contribuenti. Questa è la differenza tra un condono indistinto e una misura di giustizia sociale.
Il Comune deve aiutare chi vuole pagare ma non riesce, e allo stesso tempo deve essere più forte verso chi evade, scaricando il peso dei tributi sui cittadini onesti.
Chiediamo quindi che giovedì il Consiglio comunale non si limiti ad approvare un provvedimento tecnico, ma apra finalmente una discussione seria sulla fiscalità locale, sulla TARI, sull’IMU, sulle entrate comunali e sulla necessità di costruire un sistema più equo.
Da ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i propri bisogni: anche nella fiscalità comunale questo principio deve tornare ad avere valore concreto.
* Sora, 8 Luglio 2026. Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci” – Rifondazione Comunista Sora e Zona Est FR.

OCCASIONE PERSA PER L'AMMINISTRAZIONE DI LUCA DI STEFANO
RispondiEliminaDopo la seduta del Consiglio Comunale del 9 luglio la risposta scritta del Circolo PRC "Antonio Gramsci" Sora
"Rottamazione dei tributi: il Comune si limita al minimo previsto dalla legge. Un’occasione persa per la giustizia sociale.
Il Consiglio comunale di Sora ha approvato l’adesione alla cosiddetta Rottamazione Quinquies, consentendo ai contribuenti di beneficiare dello stralcio di sanzioni e interessi previsto dalla normativa nazionale.
Come Rifondazione Comunista riteniamo che aiutare famiglie e imprese in difficoltà sia sempre una scelta positiva. Proprio per questo giudichiamo deludente la scelta dell’Amministrazione comunale, che ha deciso di fermarsi al minimo previsto dalla legge, rinunciando a costruire una vera politica comunale di giustizia sociale.
L’adesione alla rottamazione non era un obbligo imposto dallo Stato, ma una facoltà riconosciuta ai Comuni. Una facoltà che avrebbe potuto rappresentare l’occasione per mettere in campo strumenti comunali capaci di accompagnare le famiglie in difficoltà e trasformare una misura fiscale in una concreta politica sociale.
Nulla di tutto questo è stato fatto.
La delibera approvata si limita ad applicare quanto previsto dalla normativa nazionale e gli interventi dell’Amministrazione si concentrano quasi esclusivamente sugli effetti finanziari dell’operazione: recupero dei crediti, riduzione del contenzioso, maggiore liquidità e miglioramento degli equilibri di bilancio.
Le persone, invece, restano sullo sfondo.
Ancora più significativo è quanto emerso durante il dibattito in Consiglio comunale. È stato evidenziato il problema delle famiglie e dei pensionati che potrebbero non riuscire a sostenere nemmeno la rata minima prevista dalla rottamazione.
La risposta dell’Amministrazione è stata che tale importo è fissato dalla legge nazionale e che il Comune si limiterà a promuovere la misura attraverso i propri canali informativi.
OCCASIONE PERSA PER L'AMMINISTRAZIONE DI LUCA DI STEFANO (2)
RispondiEliminaContinua così il comunicato stampa del Circolo di Sora di PRC "A. Gramsci"
"È proprio questo il punto.
Di fronte alle difficoltà sociali non basta rispondere che “lo prevede la legge”. Il compito di un’Amministrazione comunale è chiedersi che cosa possa fare in più rispetto alla legge, utilizzando la propria autonomia per aiutare chi vive una reale condizione di fragilità.
Nel provvedimento approvato non troviamo alcuna scelta politica in questa direzione.
Nessuna cabina di regia per analizzare le situazioni più delicate.
Nessun coinvolgimento dei servizi sociali.
Nessun percorso di accompagnamento per le famiglie in difficoltà.
Nessuna misura comunale capace di affiancare la rottamazione.
La proposta di Rifondazione Comunista era completamente diversa.
Avevamo proposto l’istituzione del baratto amministrativo, uno strumento che, nei limiti previsti dalla normativa vigente, consente ai cittadini in difficoltà economica di contribuire alla collettività attraverso attività di pubblica utilità, restituendo dignità alle persone e rafforzando il senso di appartenenza alla comunità.
Accanto a questo avevamo proposto una cabina di regia, con il coinvolgimento dei servizi sociali e degli uffici comunali, capace di seguire concretamente le situazioni più difficili e di accompagnare le famiglie in un percorso di regolarizzazione, anziché limitarsi ad offrire un semplice strumento amministrativo.
Per Rifondazione Comunista il baratto amministrativo non è un dettaglio tecnico, ma una precisa scelta politica: significa affermare che nessuno deve essere lasciato solo davanti ai propri debiti e che un Comune può essere rigoroso nella riscossione senza rinunciare alla solidarietà, all’equità e alla giustizia sociale.
L’Amministrazione comunale ha invece scelto la strada più semplice: applicare la legge dello Stato senza aggiungere alcun valore politico e sociale.
È anche da scelte come questa che emerge con chiarezza la distanza tra la nostra idea di città e quella dell’attuale Amministrazione distefaniana. Da una parte un modello di governo moderato, conservatore e di chiara impronta democristiana, che considera sufficiente applicare le norme e amministrare l’esistente; dall’altra la nostra idea di Comune, che mette al centro la giustizia sociale, la partecipazione, la solidarietà e la tutela delle persone più fragili.
Per questo lavoreremo con ancora maggiore determinazione alla costruzione del nostro prossimo programma amministrativo, che sarà completamente alternativo e contrapposto al modello di governo distefaniano.
Una proposta fondata sulla giustizia sociale, sulla partecipazione democratica e sulla convinzione che un Comune debba fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per non lasciare indietro nessuno".