5.5.26

Dal Consiglio Comunale del 20 aprile la dinamica della politica locale che va verso le elezioni del 2027

"ROMPIAMO LO SCHEMA DELLA DINASTIA DUCALE E DEL TRASFORMISMO DILAGANTE!"

"Nel Consiglio comunale di Sora del 20 Aprile 2026, è andata in scena una dinamica politica che appare già definita nei suoi equilibri".

"Non un vero confronto sui problemi della città, ma l’attuazione di un assetto che si colloca nel quadro degli equilibri provinciali, in relazione anche ai rapporti politici costruiti nel tempo da chi, nei fatti, esercita la guida politica della maggioranza sorana, con i principali riferimenti provinciali della Lega e del Partito Democratico – riconducibili alle figure di Abbruzzese e De Angelis.

Gli obiettivi sono evidenti: le elezioni provinciali e, soprattutto, le elezioni comunali della primavera 2027.

In questo contesto, il sindaco si muove per consolidare la propria maggioranza e rafforzare gli equilibri esistenti, all’interno di un quadro politico già definito. Le sue scelte appaiono quindi come l’esecuzione di un indirizzo politico costruito altrove dalla vera guida della maggioranza, piuttosto che espressione di una reale autonomia decisionale.

In questo quadro si colloca anche l’uscita dell’ex assessore Alviani, che, al di là delle motivazioni formali, sembra aver contribuito a rendere possibile questa nuova fase politica".

Una prima domanda che si fa il PRC Circolo "A. Gramsci" di Sora sul consigliere di maggioranza: 

Che cosa emerge da quanto accaduto?

"Il consigliere comunale Mosticone vede accresciuto il proprio ruolo, con l’attribuzione di un assessorato di riferimento e nuove deleghe. Tuttavia, questo rafforzamento appare strettamente legato agli equilibri della maggioranza e, proprio per questo, fortemente condizionato sul piano politico.

Alla luce di quanto già avvenuto nelle precedenti amministrazioni, nelle quali il suo ruolo è stato determinante anche negli equilibri e nelle crisi di governo cittadino, l’operazione in corso sembra avere una doppia funzione: da un lato rafforzarlo, dall’altro vincolarlo. L’attribuzione dell’assessorato di riferimento e delle deleghe si configura così come uno strumento di stabilizzazione della maggioranza.

In questo quadro, eventuali scelte di rottura o anche solo di marcata autonomia politica da parte del consigliere Mosticone potrebbero tradursi nella rimozione dell’assessorato di riferimento, nella conseguente perdita delle deleghe e, di fatto, nella sua estromissione dalla maggioranza.

Allo stesso tempo, l’assetto che si va delineando sembra muoversi nella direzione di una maggiore stabilizzazione della maggioranza consiliare.

In questo quadro si possono leggere: l’ingresso della Lega attraverso il consigliere Caschera; l’adesione esterna del consigliere Meglio; il silenzio complice di Fratelli d’Italia; l’ingresso in Consiglio comunale della consigliera di maggioranza Campoli.

Il risultato che emerge è quello di una maggioranza più ampia e strutturata, in un contesto in cui l’opposizione appare debole e progressivamente svuotata del proprio ruolo. Di fatto, il quadro politico presente e futuro risulta ormai definito.

Su questo scenario colpisce il silenzio complice del Partito Democratico di Sora che, nei fatti, si ritrova oggi accanto alla Lega, forza che dovrebbe rappresentare un’alternativa. A livello provinciale, invece, la linea è chiara: si parla di “civismo”, ma nei fatti si legittima e si sostiene questo assetto.

Queste dinamiche non rappresentano un caso isolato. Situazioni analoghe si registrano in diversi comuni della provincia – come Veroli, Ferentino e Isola del Liri – ma anche in molti altri centri: tutto viene mascherato come civismo, ma nei fatti è una commistione politica evidente.

Da una parte si richiama il cambiamento contro le destre. Dall’altra si determinano, nei fatti, equilibri che contribuiscono a rafforzarle proprio a livello locale.

È qui che emerge una contraddizione evidente: mentre a livello nazionale il Partito Democratico si pone contro le destre, il populismo e il trasformismo, a Sora si sostiene una linea che, nei fatti, produce l’effetto opposto.

Per questo chiediamo con forza alle militanti e ai militanti del Partito Democratico di Sora di rompere il silenzio, fare chiarezza e ribellarsi a una linea politica che, nei fatti, produce un solo risultato: il rafforzamento della destra cittadina, da exFN passando per la Lega, nel silenzio complessivo del centrodestra".

Le altre domande del Circolo di Sora del PRC: 

"E allora la questione centrale resta una: in che misura queste dinamiche incidono concretamente sull’amministrazione della città? Quali risposte vengono date ai cittadini su tasse locali, servizi, lavoro e qualità della vita? Quali scelte producono benefici reali per la comunità?

"Sora non è un ducato. E i cittadini non sono sudditi. La città viene prima degli equilibri di potere. Rifondazione Comunista continuerà a lavorare per costruire un’alternativa politica fondata sui bisogni concreti delle persone e su un’idea diversa di amministrazione della città".

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