14.8.14

IMPORTANTE EVENTO CULTURALE NELL’IMMINENZA DELLA FESTA DI SAN DOMENICO

La ristampa anastatica dell’edizione di Roma del 1604 presentata il 9 agosto all'Abbazia di San Domenico

E’ una scelta coraggiosa la ripubblicazione in tempo di crisi”, per la professoressa Sofia Boesch Gajano che ha realizzato la prefazione al libro. Ma poi anche “una scelta editoriale e di eleganza”. Un prodotto culturalmente significativo. 

Domenico molto mobile, di Foligno ma anche di altri luoghi. Gaspare Spitilli, gesuita, all’inizio del ‘600 ha scritto la “Vita (“antica”) di San Domenico da Foligno Abbate dell’Ordine di San Benedetto”. 

Edizioni Kirke di Antonio Succiarelli. 

Il santo ha percorso le due regioni Lazio ed Abruzzo ma è stata trascurata la sua nascita a Foligno. Nello scritto si sono rivalutate le sue origini. Le traduzioni di Spitilli che operava a Roma. 

Un santo che è da valorizzare” e l’anno prossimo saranno gli 80 anni della Parrocchia di San Domenico Abate. 

L'EVENTO CULTURALE * 

IMPORTANTE EVENTO CULTURALE nell’imminenza della festa di S. DOMENICO

Nell’ìmminenza della Festa di S. Domenico - 22 agosto -, che celebra la memoria della proclamazione della Santità di Domenico, invocata dal popolo, e la Dedicazione dell’ Abbazia operata dal Papa Pasquale II nel 1104, si è svolto un evento culturale significativo, il cui breve resoconto credo possa interessare i cultori e fedeli del Santo. Vista anche la non numerosa presenza di pubblico, forse dovuta al solleone e al tempo feriale. 

Si tratta della presentazione – promossa dal Centro studi ‘Patriarca’ - di una originale ‘ Vita di S. Domenico da Fuligno’, scritta nel 1604 da Gaspare Spitilli , gesuita di Campli d’Abruzzo, su incarico di Giustiniano Orfino fulignate. 

Il libro consiste in un’accurata ristampa anastatica dell’ EDIZIONI KIRKE di Cerchio –Avezzano, che si segnala per un interessante catalogo di opere della ricchissima storia locale abruzzese da Alba Fucense a Garibaldi. Questa ‘ Vita’ del Santo Eremita errante si caratterizza in quanto prima narrazione nella forte espressività del volgare del sec. XVII, reso più autentico da ricorrenti forme idiomatiche dialettali centro – italiche. 

Ma anche , e specialmente, perché , a ridosso del ritrovamento e la trascrizione dell’antica ‘ Vita ‘ di Giovanni - Anagni 1597 – l’Autore riprende gli argomenti trattati da ALBERICO, a cui dichiara soprattutto di attenersi, ma utilizza ampiamente i motivi più autentici e qualificanti dell’ impegno di Domenico PRECURSORE della Riforma Gregoriana del sec XI, nella sua decisa e pressante stigmatizzazione di simonia e concubinato di laici e specialmente ecclesiastici. 

Come fa Papa Francesco oggi per pedofili e clero avido di denaro e agiatezze mondane. Sono appunto questi gli argomenti che il Gesuita Gaspare Spitilli attinge dall’Opera del Discepolo GIOVANNI e, forse, del l’Anonimo Monaco sorano, che racconta ‘ I Miracoli ‘. Ben oltre quindi le “OMISSIONI” di Alberico ( v. E. P. La vera storia di Domenico di Sora -2- Precursore della Riforma del sec. XI, C. E. V. 2011 Isola del Liri ). Pertanto il mio più vivo interesse si è appuntato, nel breve intervento che mi è stato consentito in conclusione, sulla relazione fondamentale svolta dalla prof.ssa Sofia Boesch GAIANO, Docente emerita di Storia medievale nell’Università La Sapienza, Autrice della Introduzione al Libro. 

Così come a suo tempo ho cercato il confronto e il dialogo con il Prof. John Howe, che già parlava di riforma dal ‘basso’, Padre Faustino Avagliano, Bibliotecario di Montecassino, e il Prof. Paolo Golinelli, docente Università Verona. Questa volta ho potuto riscontrare con soddisfazione la piena convergenza con la posizione critica dell’insigne Docente circa l’importanza del ruolo di PRECURSORE della Riforma di Domenico di Sora e quindi sulle significative e problematiche ‘OMISSIONI’ di Alberico. 

La Prof.ssa Gaiano nel suo efficace e incisivo intervento ha illustrato quanto di più specifico ha scritto nell’Introduzione: “L’attività di predicazione del santo è uno degli elementi di maggiore interesse della Vita, anche per la vivacità della rappresentazione: l’esortazione alla castità rivolta ai sacerdoti dà luogo a durissimi ‘contrattacchi’… come il caso del prete di Arsoli, che inseguì il santo per ucciderlo…; o nella rivolta delle concubine dei preti… . Tutti questi racconti … permettono di inserire Domenico di Sora nella storia della riforma della Chiesa del secolo XI con una funzione per così dire anticipatrice della lotta contro il clero concubinario… . Ma è interessante potere individuare attraverso una fonte agiografica i primordi di una riforma promossa ‘dal basso’: protagonista un personaggio che, pur essendo sacerdote, si colloca fuori dell’organizzazione ecclesiastica…”. Segnalo quindi che la consonanza con le tesi sviluppate nei due miei testi su ‘La vera storia di Domenico di Sora’ – 2011 / 2012 – è piena.

Infine mi è sembrato indispensabile integrare la dotta relazione della Prof.ssa Silvestrini sulla pratica devozionale della pietà popolare per il diffuso ‘rito della pietra’ e in particolare per le colonne della cripta. Con la comunicazione della personale esperienza e del sentire comune dei pellegrini, che sostano in preghiera preso ogni colonna per onorare la pia tradizione che S. Domenico sia morto appoggiato ad una delle colonne della cripta.

* Sora 10 Agosto 2014. Per informazioni: egidiopaolucci@libero.it - L’intervento del Prof. Egidio Paolucci, Dirigente Scolastico, scrittore e saggista pluridisciplinare, dell’ADC Associazione Docenti Cristiani. 

** Per gli altri eventi del mese di agosto: http://verdisora.blogspot.it/2014/07/la-vita-di-san-domenico-ad-agosto-le.html



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