Il Premio in principio fu rivolto alle scuole primarie di primo grado, cambiò nel 2003 quando si inventò, a cura dell'Officina della Cultura, un premio di incisione legato alla carta e all'incisione.
Carta ed incisione che come ricorda Enzo Carlo Cerrone sono "immediati nel nostro territorio ricco di acqua e di cartiere". Al Premio Fibrenus si aggiunse poi Carnello cArte ad Arte. Nel 2004 i primi due vincitori ex equo furono Cristiano Montanari di Forlì e la polacca Alicja Habisiak.
Le tre opere che sono arrivate nei primi tre posti (Venturoli Vittorio di Manfredonia, Pardo Silva Città del Guatemala) nell'edizione del 2026 sono riportate nelle fotografie allegate.
La mostra delle opere, del XL Premio di Incisione 2026, che sono state selezionate dalla giuria è visitabile fino al 1° novembre, ad Isola del Liri, presso il Teatro “C. Costantini” in piazza R. L. Montalcini.
A Sora domenica 18 ottobre inaugurata la mostra legata alla prima Edizione del Premio Fibrenus. La nota della Consigliera di maggioranza Manuela Cerqua
Oggi al Museo della Media Valle del Liri abbiamo inaugurato la mostra legata al Premio Fibrenus, con quattordici opere della prima edizione, quella del 2004: “Storie di luoghi, tracce di uomini”.
Un titolo che è tornato nell’edizione del 2013, la prima che mi ha visto al fianco dei ragazzi di Officina della Cultura. Un’edizione che mi porto nel cuore, per le persone con cui l’ho condivisa, per chi c’è ancora e per chi, purtroppo, non c’è più.
A questi uomini e a queste donne mi lega un affetto che va oltre le iniziative realizzate insieme. E quel titolo l’ho chiesto in prestito per un altro progetto che ho a cuore proprio perché racchiude quello che cerco di fare: raccontare la storia dei luoghi attraverso le persone che li hanno attraversati, per tornare a conoscerli e ad abitarli.
Anche quest’anno il museo di Sora apre dunque le porte all’incisione e al Premio di Incisione Carnello cArte ad Arte. Mi rammarica che da diversi anni le opere vincitrici non trovino a Sora uno spazio per essere esposte. Allo stesso tempo, è bello che attraverso il Premio si creino connessioni con la vicina Isola del Liri: un ponte tra luoghi e persone di un territorio attraversato dalle acque che tanto hanno contribuito alla sua storia.
Quest’anno faremo un passo in più. Grazie alla collaborazione con Francesco Monorchio e al coinvolgimento delle Politiche giovanili, dal 2 novembre partiranno i corsi di incisione riservati agli studenti dei licei artistici del territorio. I ragazzi lavoreranno sul patrimonio archeologico del museo, trovando nei reperti e nelle loro storie l’ispirazione per nuove opere. È una cosa a cui tengo molto: un museo in cui si possa anche lavorare, sperimentare, imparare un’arte. Un laboratorio dove il patrimonio diventa occasione di incontro e di creazione, e dove i ragazzi possono lasciare una propria traccia.
Dal 5 dicembre arriverà poi una mostra sulla Ciociaria attraverso le incisioni dei viaggiatori di scoperta. Ma di tutto questo vi racconterò meglio tra qualche giorno e sarà una bella sorpresa. Oggi mi tengo la felicità di aver tagliato ancora una volta questo nastro, insieme a persone con cui condivido un pezzo della mia storia, e di aver gettato le basi per altre cose da costruire insieme.
Intanto vi invito a visitare la mostra e a scoprire le storie ancora vive nei ricordi di chi vi ha lavorato o ha abitato nei borghi cresciuti intorno. Sono luoghi che hanno ancora tanto da raccontarci, anche attraverso la voce di chi li ha vissuti e attraverso le opere di chi li ha incisi.



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