24.3.26

LA SINISTRA CHE NON C'E', UNA RIFLESSIONE SUL NOSTRO TEMPO E "UNA POSIZIONE EMBLEMATICA"

Dopo Nicola Gratteri Fausto Bertinotti

Arriva a Sora, il Presidente della Camera dei Deputati: ha presentato il suo libro "La Sinistra che non c'è".

Non c'era il sindaco perché impegnato sul territorio nei sopralluoghi ma la vice e assessora Maria Paola Gemmiti; un incontro con l'autore "targato PD" con la presenza al tavolo dei relatori di Gabriele Reggi e Rosalia Bono; però è mancato più di qualcuno del partito, non si sono visti.

Presenti in sala invece Mario Lilla dell'Anpi; Romolo Rea già sindaco e consigliere regionale che ha ricordato che Bertinotti venne già a Sora nel 2006 quando si votò per il Parlamento e per le Comunali: vinsero Prodi e Casinelli. C'era in sala anche Luciano Conte, consigliere comunale. 


Su YouTube
il video di 18 anni fa "Bertinotti a Sora" con la piazza piena di bandiere rosse e Fausto Bertinotti sul palco con gli esponenti del partito di allora. 

L'Amministrazione Comunale, come detto dall'assessora Gemmiti, ha iniziato, sollecitata, una collaborazione con l'Associazione di Luciano Tocci, di San Donato V.C., Leonardo. Assente il sindaco perché in visita sul territorio ai sopraluoghi ma fonti vicino alla maggioranza dicono che sta già lavorando per il voto del 2026-2027; sono state 6 le liste, cinque anni fa, ma ora si vuole superare il numero (forse dieci?) perché ci sono altri che si sono e si stanno avvicinando alla maggioranza. 

Fausto Bertinotti a Sora per il suo libro presentato da esponenti del PD ma il PRC locale non ci sta per la direzione politica di una parte della maggioranza e del sindaco: non piace la linea e le critiche arrivano dal Circolo "A. Gramsci" con un lungo comunicato che si può leggere in fondo al post.


La nota curiosa a margine
: prima dell'inizio della presentazione, durante l'attesa, recupero in Biblioteca nel reparto "Lascia un libro Prendi un libro" il volume di autore anonimo: "Il Pci al Potere Accadde domani"; nel racconto ci sono i fatti politici degli anni 80-90 con i vari personaggi che si riconoscono chiaramente: Andreozzi, Berlinghieri, Zanzone, Crassi, Costutta, Zama, Longhi e cosi via.

La collaborazione tra Comune di Sora e Associazione Leonardo di San Donato V.C. è iniziata con la presentazione del libro di Fausto Bertinotti ma la si può pensare, forse, in direzione del capoluogo. 

Molto speciale la presentazione del libro con un personaggio particolare, dice la vice sindaca Gemmiti, un evento culturale altissimo più che politico. La Sinistra che non c'è "è un tema particolare e controverso", ancora per la vice sindaca e assessora alla Cultura; la serata vista più come incontro, un confronto con un personaggio speciale che ha vissuto anni e anni in primo piano più che un confronto di una parte politica. 

“Una riflessione sul nostro tempo molto difficile”, dice Bertinotti, “il vento della guerra è tornato" in un periodo contraddistinto dal Trumpismo "con la politica che fa fatica e quindi c'è bisogno di ricominciare”. Bertinotti così non riesce proprio ad abituarsi alla guerra.

La Sinistra che non c'è, è presentato a Sora dove il Centrosinistra non c'è più è da ricostruire perché il PD è in una "posizione emblematica", è in maggioranza. E Rifondazione Comunista lo ricorda in un certo senso con la nota qui sotto dedicata alla Giornata della Memoria (27 gennaio) che è stata dimenticata da tutti, il giorno della commemorazione, da organismi pubblici e privati; nessuna manifestazione messa in campo.

Circolo PRC "Antonio Gramsci" Sora, Comune di Sora "Memoria Istituzionale a corrente alternata"

A Sora la memoria istituzionale sembra funzionare a corrente alternata: si celebrano con enfasi alcune ricorrenze della Repubblica mentre altre, a partire dal Giorno della Memoria dedicato alle vittime della Shoah e del nazifascismo, vengono ignorate.

Un doppiopesismo non solo sbagliato ma grave, per un’istituzione pubblica che non può selezionare la memoria in base alle convenienze politiche o agli equilibri della propria maggioranza.

Delineato il quadro, appare evidente come il Sindaco strizzi l’occhio a una precisa area politica che ha fatto del tema delle foibe l’asse portante della propria iniziativa pubblica e istituzionale. In particolare, a quel consigliere comunale che ha assunto tale tema come perno quasi esclusivo della propria azione politica.

Una sua impostazione che affonda le radici in un percorso iniziato negli ambienti dell’estrema destra e che oggi trova piena legittimazione dentro la cornice amministrativa cittadina, con un Sindaco impegnato in una perenne operazione di equilibrio elettorale trasversale che finisce per avallarla.

Emblematica è la posizione del Partito Democratico locale che, parte integrante del sistema di potere che governa la città — il cosiddetto “Distefanismo Democristiano” — continua a tollerare e normalizzare tali presenze e impostazioni.

A Sora i proclami di antifascismo del PD risultano svuotati dalla pratica politica concreta e dagli assetti di alleanza. Ricordiamo quando il dirigente provinciale del PD cassinate Danilo Grossi, in campagna elettorale, attaccò duramente l’attuale Sindaco proprio per le sue alleanze con quell’area politica. Oggi lo vediamo invece collocato negli stessi equilibri locali, nello stesso campo amministrativo, a sostegno delle medesime dinamiche politiche e congressuali.

Tutto ciò rientra in un quadro più ampio: l’accordo politico provinciale Di Stefano–De Angelis che a Sora si traduce in un sistema privo di identità politica riconoscibile, nel quale l’antifascismo resta enunciazione formale mentre la pratica amministrativa procede tra equilibri trasversali e convenienze elettorali.

A Sora e in provincia di Frosinone prende forma un blocco di potere trasversale che svuota l’antifascismo di contenuto e riduce la memoria pubblica a strumento di legittimazione degli equilibri dominanti. Di fronte a questa deriva culturale e politica non intendiamo tacere né adattarci.

Chi governa la città si assume la responsabilità di aver trasformato la memoria in terreno di convenienza e di aver aperto spazi di legittimazione istituzionale a culture politiche che nulla hanno a che vedere con la tradizione antifascista della Repubblica Italiana.

Anche la tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata — che, come tutte le sofferenze storiche, merita rispetto e memoria — non può essere isolata dal contesto della violenza fascista nei Balcani, dell’occupazione italiana e delle politiche di snazionalizzazione che l’hanno preceduta e alimentata.

Ridurre quella vicenda complessa a bandiera identitaria mentre il Comune dimentica di commemorare la Shoah e la memoria della Resistenza significa tradire la verità storica e piegare il dolore delle vittime a un uso politico di parte.

Noi staremo dall’altra parte: dalla parte della memoria integrale, dell’antifascismo costituzionale e della verità storica. Senza ambiguità. Senza compromessi. Senza silenzi.

Sora 20 febbraio 2026. Circolo di Rifondazione Comunista “Antonio Gramsci “ di Sora e Zona est FR.

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