13.1.21

L'Università Popolare di Sora e la fotografia L’inaugurazione dell’Anno accademico e l’inizio delle lezioni sono rinviati

Il tema della Fotografia. L'esperienza esemplare di Mario Piselli raccontata da Gabriele De Ritis

"Anche l’Università popolare di Sora può dire di essere fermata dal contagio. L’inaugurazione dell’Anno accademico e l’inizio delle lezioni sono (stati) rinviati. A data da destinarsi".

"Viviamo nel frattempo". Continua a spiegare il prof. Gabriele De Ritis, presidente dell'Associazione di promozione sociale: "Ci dedichiamo con più agio alle cose che solitamente facciamo incalzati dalle scadenze. Il tema della Fotografia richiede un supplemento di riflessione in più. Non si tratta certo di tenere un Corso di fotografia, per avviare alla conoscenza del mezzo chi non sappia cosa sono l’esposizione, la profondità di campo, il rumore e tutto il resto. C’è chi lo fa di mestiere nel nostro territorio. Ci interessa, piuttosto, dare voce ad esperienze esemplari, indagare insieme sul senso di un’esperienza fotografica come quella, ad esempio, di Mario Piselli, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere da quasi cinquant’anni, lungo i quali si è snodata una produzione fatta non solo di espressività personale, come lui stesso ha incominciato a spiegare ieri a noi.

A San Donato Val Comino il suo lavoro. "Ci siamo recati a casa sua, a San Donato, per avviare un lavoro di ricognizione della sua opera che ci impegnerà a lungo. Ne verrà fuori sicuramente una Mostra generale, forse un libro, un nostro saggio sulla sua poetica. Incontri nella sede dell’Università popolare di Sora. Oltre alle Lezioni, i Seminari, i Laboratori, i Gruppi, possiamo immaginare, come nel caso di Mario Piselli, incontri con l’Autore, forse vere lezioni sul “bianco e nero”, sulla scelta di stare da una certa parte della Storia, sempre. 

Cureremo insieme una classificazione delle sue opere, a partire dalla grande distinzione tra Documento e Monumento, considerato che, per lui, la parte più grande della sua produzione è sicuramente data dalla documentazione della condizione umana del nostro tempo, a partire dal volto, dal ritratto, dall’espressione di sé che uomini e donne ci restituiscono nei momenti più diversi delle loro esistenze. Sarà un viaggio nel tempo vissuto assieme a Mario, anche con l’intento di costruire un’iconoteca, un archivio ordinato, che sia accessibile al grande pubblico. L’iconoteca è anche eidoteca, raccolta di idee, perché l’esperienza spirituale degli umani si nutre di grandi idealità, di tormenti, di un tempo ritrovato, in cui i segni dispersi nei nostri frammenti talvolta si compongono in un disegno unitario.

L’Università popolare di Sora vorrebbe restituirvi una voce, canto dolente su un’umanità segnata dal travaglio della Storia che troppo spesso disperde le tracce del passaggio dei suoi figli. Nel tempo che resta, vorremmo che l’età ulteriore di Mario, assieme alla nostra, fosse occasione da cogliere per restituire un’esperienza artistica umanissima, alle sorgenti della quale ci siamo nutriti a lungo, ricavandone non poche ragioni politiche e ideali. La moralità dell’Arte, per noi, non è un tema tra tanti, da dibattere e basta. L’esemplarità dello sguardo di Mario Piselli è cosa alla quale vorremmo dare un senso che restasse anche per coloro che verranno dopo di noi".

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