31.10.20

I lavori sui “virus” realizzati da Michele ROSA Domani si conclude la mostra "Virulenze Pittoriche" a "Roma Art Week"


Sabato 31 ottobre si concluderà l’esposizione “Virulenze Pittoriche. I virus secondo Michele ROSA” nell’ambito della 5a edizione di Rome Art Week e tuttora in corso presso la galleria Tibaldi Arte Contemporanea, in Via Panfilo Castaldi 18, a Roma.
 

La mostra curata dal prof. Alberto DAMBRUOSO, raccoglie i due nuclei significativi di lavori sui “virus” realizzati da Michele ROSA nel 2008-09 e nel 2020 .All’evento inaugurativo ha partecipato anche il critico d'arte Alfio BORGHESE che ha delineato l’eccezionale qualità delle esposizioni che ogni volta Michele ROSA sa proporre. Nello specifico ha sottolineato la sensibilità dell’artista che dipinse allora, con grande intuizione oltre 10 anni prima della attuale emergenza, un tema di attuale contemporaneità come a presagire il potenziale pericolo di contaminazione sociale.

Oggi la pandemia ha riportato quelle prime tele alla cruda attualità e, durante i lunghi giorni dell’isolamento primaverile, l’artista ha ripreso a dipingere i virus come strumento esorcizzante in un ambito di sperimentazione per nuove ed articolate policromie. 


L'Arch. Errico Rosa allega al comunicato stampa i seguenti link:

- l'intervento di Alfio BORGHESE

- Link per la visita virtuale della mostra:

a)    "Virulenze pittoriche; i virus secondo Michele ROSA

https://romeartweek.com/it/eventi/?id=3062&ida=566&raw_360=true

b)    “I nudi di ROSA” - https://poly.google.com/view/bzEOOhqRIsE


Opere relative alla mostra a Roma:

https://spark.adobe.com/page/6l9AChtOGZq78/

https://spark.adobe.com/page/e0wiwfbKbZUCl/


                             Un anno fa Rosa Cittadino Benemerito della città di Sora

L'intervento di Alfio BORGHESE (giornalista e critico d’arte)

La pittura di M.R. non predilige rappresentare soggetti particolari. Qualsiasi occasione diviene opportunità per profondere i suoi colori ed invadere le sue tele con queste splendide interpretazioni fatti di azzurri come il cielo il giallo come il sole, i colori della natura. In questo caso trattandosi di virus ha anticipato le problematiche dell’attuale pandemia rappresentando con forza il virus che cagiona gravi problemi di salute e ci costringe a prendere in considerazione il nostro rapporto con il mondo e con la natura. 

Nonostante le grandi intuizioni, Michele ROSA ha preferito restare a Sora, in Ciociaria, nel basso Lazio, piuttosto ché andar via, nonostante le offerte allettanti che gli sono giunte dall’estero. Ha preferito rimanere nella sua terra d’origine dopo aver visitato il mondo, dedicandosi a riunire gli artisti del suo territorio, nel ruolo di divulgatore artistico, prima dirigendo La Saletta a Frosinone e successivamente dirigendo altre gallerie d’arte a Sora, come pure organizzando importanti mostre e manifestazioni come il premio “Paesaggio sorano”, l’importante concorso di “Pittura in Ciociaria” presso l’Abbazia di Casamari ove fece parte della giuria presieduta da grandi nomi come Giorgio De Chirico, la biennale d’arte sacra a Sora, nel faticoso tentativo di sensibilizzare il pubblico di provincia all’arte. 

Ha mostrato la sua lungimiranza valicando la cortina di ferro per confrontarsi con quel mondo artistico e culturale, allora chiuso nel suo alveo, portando lì le sue opere e ospitando qui, in Italia, quegli artisti favorendo un proficuo confronto dialettico, nel tentativo di abbattere quel muro che la politica aveva creato. I quadri “I nudi di ROSA” esposti proprio in questi giorni nella bellissima mostra inaugurata il 13 ottobre u.s. a Frosinone presso il centro espositivo della Villa Comunale, evidenziano come l’artista sappia andare oltre la semplice figurazione espressionista, arricchendo la tematica trattata con insoliti elementi astrattivi, che evidenziano una forte personalità artistica e creativa. 

Un artista che riesce ad esprimere, in pittura, insolite “estensioni vocali” e coniugare seducenti immagini a sfondo figurativo - all’occorrenza contaminate da texture e distrutte da pastosi e brillanti cromatismi che attingono in buona parte dalla esperienza formativa americana - per giungere ad esprimere un astrattismo singolare quanto originale, fatto di violenti colori e apposizioni materiche su tela, finalizzato, in questa mostra, alla rappresentazione del virus, e poi passare con nonchalance, nella trattazione di recentissime tematiche, ad utilizzare banconote come pure francobolli in un dialogo a contenuto anch’esso astratto, connotato da violenti apporti cromatici, ma dai profondi significati etici, per poi tornare nuovamente al nudo in una dinamica interconnettiva nella quale intervengono tutte le sue esperienze artistiche maturate nella lunga vita di artista.

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