10.10.13

LA LEZIONE di EGIDIO PAOLUCCI DIRIGENTE SCOLASTICO Agli STUDENTI e ai GENITORI Agli EDUCATORI e agli OPERATORI scolastici e religiosi

La lettera del Prof. Egidio Paolucci, Dirigente Scolastico, Presidenza Provinciale dell'AssociazioneAIMC – ADC Docenti Cristiani. Presidente Emerito del Distretto Scolastico N. 56 di Sora. Paolucci è poi scrittore e saggista pruridisciplinare.

PAPA FRANCESCO, EUGENIO SCALFARI E LA C O S C I E N Z A

Nella Lettera di Papa Francesco a Scalfari ( Repubblica, 11 u. s. ) , fra le tante questioni interessanti e attuali, alcuni aspetti mi appaiono particolarmente rilevanti e mi sollecitano ad una riflessione, che mi sembra utile partecipare. Prioritariamente lo stile della ‘ comunicazione ‘ immediato, trasparente, ispirato alla concretezza esistenziale del vissuto. Ben oltre i paludamenti retorici dei mantelli teologici e scritturali, ma contenuto negli essenziali riferimenti a Dio e a Gesù Cristo suo Figlio. Lo stile tradizionalista dotto e professorale, raramente comprensibile dall’ascoltatore - lettore medio, pur nel solco della tradizionale dottrina di fede, non impediva il protrarsi di un costume ecclesiale, che oggi appare universalmente arrogante e censurabile, per credenti e non credenti, dentro e fuori la Chiesa. Penso al caso estremo del Cardinale Vicario della Diocesi di Roma Mons. Camillo Ruini, che, solo qualche anno fa, negò a Piergiorgio Welby le esequie in chiesa, chieste dalla mamma e dalla moglie. Ma che fu anche protagonista del Referendum sull’articolo 40, consigliando ai cattolici di non andare a votare . Oltre che di tanti episodi di gradimento della compromissoria politica berlusconiana.
Penso altresì alla incessante, quasi ossessiva evocazione, nei discorsi ufficiali, dei principi – valori ‘non negoziabili ‘ . Espressione arrogante e infelice, se non altro per la semantica, che evoca una improvvida contaminazione tra etica cristiana e ambito politico – commerciale. Ammirevole e pieno di speranza è il ‘dialogo’ con l’uomo contemporaneo in una forma aperta e cordiale, non asimmetrica, paritaria, immediata. Incontro auspicato da Papa Giovanni XXIII e dal Concilio Ecumenico Vaticano II° con la Costituzione ‘ GAUDIUM ET SPES’: “ Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo…” ( 7 dic. 1965). Qui il mio personale entusiasmo è profondo, per le tante volte che ho invocato il dialogo nella Chiesa locale. Tanto più è urgente l’apertura al pluralismo dei contributi oggi che così efficacemente ci viene rivelato da Papa Bergoglio: “ …la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile…”.

Ma il mio impegno di credente laico si conferma meditando la risposta del Papa ad una precisa domanda di Scalfari: “…la questione per chi non crede in Dio sta nell’obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza. Ascoltare ed obbedire ad essa significa, infatti, di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire”. Così spero superata per sempre la secolare autoreferenziale formula: “Nulla salus extra ecclesiam” . Risuonata anche recentemente. Infine vorrei contribuire a storicizzare il notevole apporto del pensiero laico moderno, liberaldemocratico, illuministico al concetto di ‘ Libertà di coscienza’.
Citazioni che recupero dal mio antico Testo ‘ Nuove lezioni di psicopedagogia ‘ ( 1989) , prefato da Mons . Chiarinelli, che hanno letto e studiato alcune generazioni di studenti dei nostri corsi. A partire dall’indispensabile Agostino: “ Noli foras ire, in te ipsum redi. In interiore homine habitat veritas “. Al calvinista ginevrino Jean J. Rousseau nella Professione di fede del Vicario savoiardo – ‘Emile’, 1762:
Coscienza, coscienza! Istinto divino, voce immortale e celeste, guida sicura di un essere errante e limitato, ma intelligente e libero; giudice infallibile del bene e del male, che rendi l’uomo simile a Dio! Sei tu che formi l’eccellenza della sua natura e la moralità delle sue azioni; senza di te, non sento nulla in me che mi elevi al di sopra delle bestie, non il triste privilegio di smarrirmi di errore in errore con l’aiuto di un intelletto senza regola e di una ragione senza principio”. Straordinarie intuizioni, che saranno esplicitate dalla riflessione sistematica di I. Kant: La Ragion pratica ( 1788 ), l’imperativo categorico, la Legge interiore della coscienza – Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me! Per approdare infine negli approfondimenti pedagogici del Sacerdote – Educatore toscano Raffaello Lambruschini (1788 – 1873): L’Autorità è la legge che rispetta la coscienza. La Libertà è la coscienza che rispetta la legge!
Questa complessa vicenda del pensiero europeo confluisce nella Costituzione Repubblicana del 1948 e nella Costituzione Conciliare ‘Gaudium et Spes’, che definisce la coscienza “il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo”; e nella Dichiarazione sulla Libertà religiosa ‘ Dignitatis Humanae’ – 28 ott. 1965, che esalta ‘la dignità della persona umana e i suoi diritti inviolabili.
Ecco perché è tanto importante per la Famiglia, la Scuola, la Chiesa la fondamentale formazione della COSCIENZA LIBERA e RESPONSABILE. Una priorità assoluta per l’EDUCAZIONE.

* 20 Settembre 2013 Professore, Dirigente Scolastico Egidio Paolucci.

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