20.2.17

ALFREDO SERGIO: L’UOMO, L’EDUCATORE, LO SCRITTORE


Scomparso nel novembre del 1999 a seguito di un attacco di cuore avuto per salvare il suo cane dall’aggressione di un pitbull, Alfredo Sergio era nato a Napoli 1l 14.11.1941. Dopo aver sostenuto gli esami di seconda elementare, nel 1949 si trasferi’, assieme alla famiglia, a Frosinone in via Colle Timio in quanto suo padre Roberto vince un concorso nazionale presso gli Archivi notarili. Frequentò le scuole medie alla “Nicola Ricciotti” nell’ex-edificio in via Acciaccarelli che terminò nel 1955.

Qualche mese dopo s’iscrisse al Liceo Ginnasio “Norberto Turriziani”. Amante della musica, fondò assieme ad alcuni giovani coetanei divenuti, in seguito, affermati professionisti, il complesso dei “Lions”, gruppo del quale era cantante e batterista. Consegui’ il diploma di maturità classica nell’anno 1962/63. In questi anni diede alle stampe il volumetto di pensieri e riflessioni dal titolo “Colloqui con me stesso”, che venne presentato, con ottimo riscontro di vendite, alla mostra-mercato che si tenne a Roma-Eur “La Ciociaria presenta”. Lo stesso anno, nel 1962, si iscrisse all’albo dei giornalisti-pubblicisti e nel 1965 fu insignito della medaglia d’argento Enal. Nel 1967 si sposò con Maria Guardabasso e dal loro matrimonio nacquero Roberto e Marina. Nel 1970 diresse la rivista “L’Araldo” della quale venne pubblicato solo il primo numero. Prima di laurearsi, lavorò come applicato di segreteria presso il Liceo Artistico “Anton Giulio Bragaglia” di Frosinone e, in seguito, bibliotecario presso l’Istituto di Italianistica del Magistero di Roma. Nel 1973 si laureò all’Università “La Sapienza” di Roma in Lettere moderne avendo come relatore il professor Diego Carpitella discutendo una tesi in tradizioni popolari dal titolo “La Radeca-una tradizione della Ciociaria”. Qualche anno dopo ottenne la cattedra presso l’Istituto d’arte a Roma dove gli è stata dedicata la biblioteca. In questa scuola viene ancora oggi ricordato, non solo per i suoi insegnamenti, ma anche per la sua straordinaria umanità. Era un docente che, quando poteva, faceva chiudere i libri di testo per comunicare assieme agli allievi cercando di capire i loro problemi e le loro aspettative.

Grande studioso delle tradizioni popolari ciociare, nel 1982 pubblicò una ricerca sul dialetto di Colfelice in cui intervistava gli abitanti del luogo dal titolo “Paese mio” per poi aprire, negli anni ’90, nella sua città d’adozione Frosinone l’Istituto privato riconosciuto “Ercole Visconti”, frequentato da alunni che dovevano recuperare gli anni scolastici. Nel 2006, presso l’Isalm di Anagni, venne pubblicato il volumetto postumo scritto da Alfredo Sergio “Aspetti e problemi del folklore ciociaro” nel quale l’autore passa in rassegna gli studi di tradizioni popolari più rilevanti in Ciociaria. Dopo un breve accenno all’istituzione della provincia di Frosinone nel 1926, il professor Sergio prende in esame la storia delle tradizioni popolari parlando degli studiosi più significativi: Pietro Ercole Visconti, primo cultore dei canti popolari ciociari, che nella sua opera composta da 32 canti registrò la viva voce di contadini ed artigiani e il cui libro piacque anche a Giuseppe Mazzini, Alessandro Marsiliani, nel cui studio si occupò, non solo dei canti ciociari, ma anche di quelli di Bolsena ed Orvieto ed infine Luigi Colacicchi, che negli anni ’30 del ‘900 svolse un’intensa attività di musicologo ed artista. Non ho mai avuto il privilegio di conoscere il professor Alfredo Sergio ma tale sorte è toccata a mia madre, insegnante di inglese a riposo, che nel 1994 ha svolto con lui gli esami di maturità presso il già citato Liceo Artistico “Bragaglia” di Frosinone dove, in meno di un mese, è rimasta profondamente colpita dalle straordinarie doti di questo insegnante e lo ricorda come “una persona eccezionale e dotata di grande professionalità”.
* Veroli 20 febbraio 2017. Gabriele Mattacola. 

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