3.11.14

ROBERTO TERSIGNI BESTIARIO ITAS

In questo opuscolo edito nel 2006 dall'Associazione culturale J'Api, il professor Roberto Tersigni, osservando i colleghi dell'istituto tecnico dove insegna, ne descrive i caratteri e li associa a vari animali.

Nasce cosi' un libretto facile da leggere ( 31 pagine ) in cui l'autore prende spunto dal classico della letteratura inglese di Orwell “The animal farm”. Il primo animale di cui parla è il Maiale cui colpiscono l'aspetto paffuto e l'espressione del viso e della bocca sempre sorridenti. Passa poi a descrivere l'Orso Bruno del quale mette in evidenza il suo egoismo ed il tempo che trascorre in letargo, alla ricerca di cibo. 

Nel parlare di questo animale l'autore accenna ad un detto proverbiale di Balsorano, paese in cui è facile trovare l'Orso Marsicano che trascorre il suo letargo nella vicina catena montuosa: “Quando ha mangiato Rocco, ha mangiato tutta la rocca”. 

Gli animali del bestiario che seguono sono: Gallina faraona, di cui parla come cibo ricco di trigliceridi; Verme, del quale mette in evidenza la sua tristezza ed infelicità; Lumaca, raffigurata con la conchiglia a spirale fornita di un comignolo, ma anche con finestre e tanto di fiori sui davanzali. Penultimo animale esaminato è la femmina del Gallo Cedrone, chiamata anche Gallina delle Montagne, della quale è caratteristico il canto formato da tre strofe. 

L'ultimo animale è la Giraffa della quale colpiscono: la nobile altezza, la casa fluida e l'espressione giuliva. Il professore, parlando della Giraffa, ricorda quando aveva 14 anni e il padre, ora passato a miglior vita, gli diceva che, essendo suo figlio abbastanza alto, avrebbe avuto una bella carriera sportiva. 

Ciò ,con il passare degli anni, si è realizzato. In questo secondo opuscolo da me letto ritrovo nella scrittura del professor Tersigni una vena umoristica che lo porta a descrivere il carattere dei suoi colleghi che, con tenacia e goliardia, trasforma in animali. Se nei “Racconti” era presente un segno di tristezza specie nel primo “24 ore per morire” sulla morte di una zoccola, nel “Bestiario” prevale l'ironia che porta l'autore ad immergersdi nel fantastico mondo del regno animale.

* Veroli 3 novembre 2014. Di Gabriele Mattacola.

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