22.11.18

Il futuro del lavoro, il lavoro del futuro Il mondo del lavoro in un periodo di crisi


IL FUTURO DEL LAVORO, IL LAVORO DEL FUTURO

di Gabriele Mattacola

Nel 1997 l'ex dipendente provinciale Giorgio Copiz ha curato il volumetto "Il futuro del lavoro, il lavoro del futuro" ( Promolab, Editoriale
Bellator ). In esso parla del mondo del lavoro in un periodo di crisi per quanto riguarda l'Italia. 

Nella prima parte l'autore prende in 
esame il mondo del lavoro partendo dall'anno 8000 a.C., quando furono costruiti i primi villaggi e le prime città. Questo periodo è durato
per circa 10.000 anni, fino al 1870. Nei paragrafi successivi il signor Copiz, nell'accennare alla crisi del valore lavoro, cita il primo 
articolo della Costituzione: L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. 

Proiettandosi verso le prospettive economiche del
2000, il suddetto fa riferimento alla teoria di Jeremy Rifkin, già consigliere economico dell'allora Presidente degli Stati Uniti d'America
Bill Clinton, il quale sostiene che avremo l'80% di disoccupazione.

Nel paragrafo successivo accenna al problema della Globalizzazione
la cui comunicazione avviene, sia attraverso il linguaggio naturale ( in particolare l'elettronica ), sia per codici particolari. Il modello di 
sviluppo italiano, per quanto riguarda la disoccupazione, ha penalizzato in primis i giovani. 

Tra le opere menzionate in questo saggio
troviamo il "Libro Bianco" di Delors, il quale afferma che gli interventi debbono puntare ad accrescere l'occupazione piuttosto che a 
contenere la disoccupazione. L'autore pone maggiore risalto alla scelta professionale dei giovani in Italia che avviene a tre livelli:

1) Termine della scuola dell'obbligo; 2) Termine della scuola secondaria superiore; 3) Termine degli studi universitari. 

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